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Il Krav Maga è un sistema di autodifesa e combattimento basato su un insieme di principi logici ed efficaci che portano l’essere umano ad esprimere al meglio il proprio potenziale di sopravvivenza in uno scontro violento.

Considero le singole tecniche semplicemente la logica conseguenza dell’applicazione dei principi di Krav Maga ad uno specifico problema. Per questo motivo consiglio ai praticanti e istruttori di sforzarsi di comprendere i principi che portano ad eseguire una difesa in una determinata maniera, piuttosto che replicare sterilmente a memoria quanto appreso.

Ed è per questo motivo che le tecniche eseguite da diversi G.i.t. possono essere apparentemente un po’ differenti, pur mantenendo la linearità degli stessi principi.

All’inizio del percorso di formazione avviene in un certo senso il contrario. L’allievo impara una tecnica specifica e, attraverso l’esecuzione e la ripetizione della stessa, ne acquisisce i principi. Andando avanti, quando lavorerà su altre tecniche basate sugli stessi principi, l’istruttore gli farà notare le analogie e il suo cervello rafforzerà ogni volta la sua competenza. Grazie a questo processo dopo alcune sessioni di allenamento il krav comincia ad apparire semplice da apprendere e si ottengono risultati in un tempo relativamente breve.

Per questo motivo, dopo averne parlato infinite volte con allievi e colleghi, ho deciso di scrivere una serie di articoli proprio sui principi del Krav Maga, in maniera da dare una chiave di lettura completa e diretta a tutti i praticanti.

principi sono in un certo senso le linee guida che ci permettono di identificare la miglior soluzione (tecnica) ad uno specifico problema (aggressione).

Per poter identificare i principi corretti devo avere un quadro chiaro del problema, vale a dire avere ben presenti i seguenti 3 parametri:

  • posizione sulla linea del tempo (timing dall’istante in cui percepisco il pericolo)
  • postura iniziale (che mi rappresenta anche e soprattutto lo status mentale: passiva, semi-passiva o combattimento)
  • essenza dell’aggressione (pugno diritto, minaccia con coltello, strangolamento, ecc… con relativi angoli e altezze).

Il terzo punto determina la tecnica su cui andiamo a lavorare (in allenamento) o l’essenza del problema (nella realtà); il primo e il secondo invece sono i parametri determinanti. Pertanto potremmo ipotizzare per ogni situazione una chiave di lettura in base alla tabella seguente:

Schermata 2014-05-08 alle 12.02.56

Nei curriculum non sono presenti tutte le combinazioni, ma un buon istruttore e un buon studente “forzando” le situazioni tipiche dei vari gradi, in accordo con i principi del krav maga, svilupperanno una fantastica attitudine al combattimento e alla sopravvivenza.

Per questo motivo, nei prossimi articoli affronteremo nel dettaglio i vari principi fondamentali che supportano tutte le tecniche di krav maga.

Così che ognuno possa camminare in pace.

Federico Fogliano

direttore IKMF Italia

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